2013
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Ed eccoci al secondo appuntamento con la bici da trial in versione “vintage”, raccontato attraverso le parole di chi quel periodo l’ha vissuto stando sui pedali: gli atleti. Nel nostro primo appuntamento siamo andati a scovare in quel di Liguria il primo di questi ragazzi, Luca Cera, che ci ha aperto la porta verso quel mondo e ci ha già raccontato di come il Trialsin fosse per loro qualcosa da “inventare” perché non esistevano mezzi di informazione veloce, come abbiamo oggi e i termini di paragone erano molto rari, quindi i tempi per imparare erano molto più lunghi e ci voleva molta più pazienza di quella che ci vuole oggi per ottenere dei risultati. Abbiamo iniziato a capire di come questo sport fosse considerato non solo un diretto discendente, ma un anticamera vero e proprio del Trial motociclistico, verso il quale i più aspiravano di approdare per poter poi arrivare in alto ed avere una gratificante carriera.
Entriamo nel vivo di questo secondo episodio e lo facciamo lasciando la Liguria, dirigendoci a nord verso Mazzè, comune della provincia di Torino nel quale dimora uno dei più grandi atleti italiani di Trialsin di sempre. Allora era “solo” un ragazzino, ma sicuramente coi fatti ha dimostrato di avere la stoffa dei grandi big: 4 volte Campione del Mondo, 6 volte Campione Italiano, atleta rigorosamente fedele a Monty, classe 1976, direttamente dall’allora “Team Bici Trial Torino”, oggi vi faccio conoscere Marco Monateri :

_ Ciao Marco, bentornato anche a te! come con Luca anche con te torniamo subito indietro negli anni: ti va di raccontarci i tuoi primi passi nel mondo del Trialsin, come ti sei avvicinato a questo sport e da dove hai iniziato per imparare?
Allora i miei primi passi nel mondo del Trialsin risalgono al 1982, mio padre appassionato di Trial in moto mi ha portato a vedere il Campionato del Mondo di Trial Indoor a Torino, tra una manche e l'altra c'era il francese Thierry Girard che con la bicicletta faceva gli stessi ostacoli che venivano superati dalle moto. Mio padre vedendomi molto interessato alla cosa prese subito contatti con i fratelli Barbero che praticavano questo sport e da li è cominciata tutta la mia carriera.
_Arrivarono poi le gare e la carriera agonistica: quali tipi di campionati hai vissuto, in che anni, con che bici?
Ho incominciato con il Campionato Italiano nel 1983, nel 1984 Campionato Italiano e Mondiale, fino al 1989 sempre partecipando sia all’Italiano che al Mondiale con la bici Monty.

_Di queste esperienze, sicuramente conserverai gelosamente un sacco di bei ricordi: qual è stato il momento apice, quello che ti ha dato più soddisfazione e che ancora oggi ti rende orgoglioso?
Sicuramente l'ultimo Campionato Mondiale vinto all'ultima prova in Italia all' Idroscalo di Milano, vincerlo proprio in Italia è stata un’emozione grandissima.

_ Mi parli un po’ dell’ambiente di quel Trialsin anni '80? Che aria tirava, quali erano i vostri stimoli, i vostri miti, i vostri obbiettivi o sogni. Come lo vivevi tu questo sport?
L'ambiente del trialsin era molto amichevole, eravamo quasi una famiglia, poi quando si entrava in clima gara l'agonismo veniva fuori. Come ho detto prima il mio idolo quando ero piccolo era Thierry Girard, poi col tempo è arrivato Ot Pi e anche Ribeira.
_ Come vedi il BikeTrial oggi? Cosa trovi di diverso che ti piace e cosa invece non ti piace?
Oggi iuesto sport è molto diverso, le tecniche sono cambiate moltissimo ed è molto più spettacolare. Del Bikerial di oggi non so cosa non mi piace sinceramente, perchè non frequento più l'ambiente e quindi capirai se preferisco evitare di parlare o commentare cose che non seguo in modo diretto. Sarebbe un’errore no?
_ Torniamo a te Marco. Lo sport del Trialsin, rinominato poi dal 1992 BikeTrial, è stata la più grande fucina di “super” campioni sia di bici, che di moto da Trial. Cosa provi oggi a pensare di esserti scontrato in qualche modo con pezzi di storia del Trial?
Beh onestamente sono molto contento di essermi battuto con grandi campioni tipo Colomer, Crosset e altri ancora, ripensandoci è una bella soddisfazione esserseli messi dietro in classifica.

_ Quale rapporto ha oggi Marco Monateri col mondo del Biketrial, solo bei ricordi o pratichi ancora?
Purtroppo sono solo dei bei ricordi.
_Cosa ti sentiresti di consigliare, alla luce dei tuoi risultati e delle tue esperienze, a una nuova leva che sogna di diventare un Campione del Mondo come lo sei stato tu?
Il Trialsin di allora, come il BikeTrial di oggi è uno sport molto difficile e faticoso, bisogna applicarsi molto per ottenere dei risultati, non basta avere la bici giusta, ci vuole molto allenamento e volontà, allora i miglioramenti si vedono e poi anche i risultati.

_Ed eccoci alla domanda scomoda: hai scelto poi di passare al mondo delle moto da trial, con discreti risultati, ma forse non quelli in cui speravi tu: scelta sbagliata?
No non è stata la scelta sbagliata, fino alla categoria senior sembrava fossi molto portato anche per la moto,poi non so neanche io cosa sia successo ma non sono più migliorato,forse perchè l'allenamento non era più sufficente o forse le troppe “botte”che ho preso in moto mi hanno un po' fermato comunque sono abbastanza contento anche della mia carriera motociclistica.
_Ok Marco, ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato, prima direttamente in bici e oggi qui a parlare con noi, salutaci svelandoci un piccolo segreto: qual’era la frase, la spinta psicologica, che Marco Monateri si ripeteva in gara per motivarsi, per vincere?
Quando entravo in una zona il mio pensiero era di non mettere giù i piedi e fortunatamente il più delle volte ci riuscivo,sembra una sciocchezza ma questo pensiero mi ha portato a vincere 4 Campionati del Mondo.
Marco ha dimostrato ancora oggi dopo tanti anni, attraverso le sue risposte brevi e dirette, quale fosse il suo atteggiamento personale verso questo sport e l’agonismo: un ragazzo che sicuramente preferisce il fare al dire. Dalle sue risposte è facile fare un collegamento con quello che era il Marco di quei tempi: un ragazzo forse un po’ silenzioso, ma che nel momento della gara trasformava i suoi silenzi in grinta ai massimi livelli, tanto da consentirgli di portarsi a casa 4 titoli iridati. Grazie a Marco abbiamo ancora una volta avuto la conferma a riguardo della discendenza che si respirava dal mondo motociclistico, ma soprattutto ci ha ribadito che l’attaccamento agonistico era molto sentito, specie nel confronto diretto, nonostante poi l’ambiente al di fuori del momento gara fosse molto amichevole, addirittura familiare. In questo direi che le cose si sono mantenute intatte fino ad oggi e che nulla è cambiato.
La prossima volta parleremo con un altro atleta Italiano noto a molti, soprattutto a chi se lo ritrovava come avversario in gara, che ha lasciato indelebile il suo nome nelle pagine del BMT italiano negli anni '80-'90. Ci faremo portare da lui ancora una volta indietro nel tempo per scoprire nuovi interessanti aspetti delle nostre radici sportive.
Stay tuned.

NOTA "PERSO-EMOZIONALE": incredibilmente senza saperlo, Marco mi ha inviato questa foto scattata a Verzi (SV) durante una gara di Campionato Italiano. Quel ragazzino in giacca di jeans e mani in tasca sono io in uno dei miei primi incontri con questo sport e a quel tempo, lo confesso, Marco Monateri era uno dei miei idoli, grazie Marco per il bel regalo.
- Andrea Marchi -
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Il 30 Giugno 2013 si svolgerà ad Angolo Terme, provincia di Brescia, la quarta prova del Campionato Italiano BikeTrial 2013.
Partenza presso Viale delle Terme alle ore 10,30
La Dynamic Trial coadiuvata dal Comune di Angolo Terme predisporrà un percorso naturale - artificiale nei pressi del parco termale della Cittadina bresciana, un luogo ideale, oltre che per la competizione, anche per una breve vacanza, approfittando delle molte attrazioni locali. Il parco termale, l'Hotel delle Terme, le piscine sono a due passi dalla partenza.

Il Vicino Albergo Delle Terme di Angolo vi invita inoltre ad usufruire di una offerta specifica creata per l'evento. Per ogni informazione su questa offerta cliccate qui.

Come sempre la partecipazione è aperta a tutti i tesserati UISP ed a tutti i tesserati degli Enti appartenenti alla Consulta Nazionale Ciclismo. La parteza del primo concorrente è fissata per le ore 10,00 e la premiazione per le ore 17,00, segue a breve Volantino Tecnico.
PRE - ISCRIZIONI
ENTRY LIST
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La prossima Gara internazionale si svolgerà a Nove Veseli in Repubblica Ceca il 15 Giugno 2013. La gara costituirà la seconda prova della Coppa Europa 2013, dopo la prima svoltasi a Zariecie in Slovacchia.
La competizione è aperta a tutti i possessori di Licenza BIU in corso di validità sarà organizzata dal Nove Vesely Trial Club nella omonima cittadina a nord di Brno.
Come sempre l'accoglienza e la capacità organizzativa degli amici Cechi sarà ottima e anche in questo caso la gara si svolgerà di Sabato per dare poi la possibilità di rientrare a casa durante il fine settimana.
Qui potete scaricare l'Agenda.
NON Mancate !!
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La sezione Bike Trial del gruppo AVIS Rosignano organizza, per il mese di Giugno, con data da definire in funzione dei contatti telefonici, un meeting aperto a chi vuole avvicinarsi o migliorare le tecniche di guida di una bici da Bike Trial. La partecipazione è aperta a tutti, grandi e piccoli. Consigliamo di partecipare con la propria bici che sia MTB od altro tipo. Nel caso ne avremo qualcuna a disposizione.
Verrà stipulata una assicurazione di giornata per cui è indispensabile prenotare la partecipazione ai seguenti contatti:
Massimo 348 309475
email:
Maggiori info su www.cicliavisrosignano.it
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Il Campionato Mondiale BikeTrial 2013 è in arrivo, come già saprete il WBC 2013 si svolgerà su due gare, la prima venerdì e sabato 19 e 20 Luglio 2013 ad Igualada in Catalunya e la seconda sabato e domenica 27 e 28 Luglio 2013 a Blansko in Repubblica Ceca.
Come da tradizione il primo giorno corrono i Poussin, Benjamin, Minime e Femine ed il secondo Junior, Senior, Elite. La gara di Igualada sarà in "Street" ovvero il percorso si svilupperà per le strade della cittadina catalana utilizzando ostacoli già presenti in città e su zone costruite, la seconda a Blansko sarà in puro stile BikeTrial su terreno naturale ed una sola zona artificiale.
La partecipazione al Campionato Mondiale BikeTrial è, come da sempre (e così continuerà ad essere) aperta a TUTTI. Le selezioni nel BikeTrial non servono, serve viceversa PARTECIPARE PER IMPARARE e le lezioni migliori si prendono proprio al Mondiale. Confrontarsi con spagnoli, inglesi, cechi, giapponesi, francesi, svedesi eccetera è l'unico modo per crescere in questo meraviglioso Sport. Certo serve un po' di coraggio ... ma anche questo si costruisce non certo stando in Italia a fare "bancali" ... forza !
Il Mondiale BikeTrial dà, ormai da ventuno anni, la possibilità a tutti i Rider di INCONTRARSI E CONFRONTARSI senza distinzioni date da inutili "selezioni". L'unico limite è dato dal numero massimo dei partecipanti ma oggi il limite è molto lontano dall'essere raggiunto; quindi c'è posto per tutti. Per i primi e per gli ultimi. Il Mondiale è un momento di crescita unico per ogni praticante di BikeTrial. Bisogna provare.

L'italia ha conquistato due volte il Campionato Mondiale, con Vittorio Brumotti ed Andrea Riva. Speriamo di ripetere questo risultato. I giovani talenti non mancano !
Per partecipare al Campionato Mondiale serve la Tessera BIU, ricordatevi di chiederla per tempo, il pagamento dell'iscrizione verrà versato prima dell'iscrizione sul campo gara al costo di 30 € a gara. Al fine di evitare inutili discussioni avvertiamo che il pagamento sarà dovuto anche in caso di assenza.
Alle due gare saremo presenti come BikeTrial Italia / UISP ed i partecipanti provenienti dall'Italia indosseranno la maglia "Italia" che verrà fornita direttamente sul campo gara. Giuliano, Federico, Massimo, le persone che conoscete saranno comuque presenti per aiutarvi nelle fasi di gara e pregara.
Le Categorie ammesse sono: Poussin, Benjamin, Minime, Femine, Junior, Senior, Elite. La Elite italiana partecipa nella Senior in quanto non abbiamo Rider Elite Internazionali attualmente in Italia.
LE ISCRIZIONI AL CAMPIONATO MONDIALE seguono una procedura assai scrupolosa e devono essere inviate dal Delegato Nazionale all'organizzatore; quindi
RICORDIAMO CHE
LA TESSERA BIU E L'ISCRIZIONE DEVONO ESSERE RICHIESTE ENTRO E NON OLTRE IL 18 GIUGNO 2013.
NON SARA' POSSIBILE INVIARE NE SARANNO ACCETTATE
ISCRIZIONI DOPO QUESTA DATA IN QUANTO
LA ENTRY LIST CHIUDE INDEROGABILMENTE IL 18 GIUGNO 2013.
Ripeto il concetto: la partecipazione è aperta a tutti. Anzi, TUTTI dovrebbero partecipare a questo evento, se non altro come indubbio accrescimento personale, sia sportivo che culturale. La questione "costi" è superabile con poco impegno, non vi sono costi superiori a quelli che incontrereste in una qualsiasi altra vacanza. Serve solo buona volontà, un po' di entusiasmo e ... avere voglia di imparare.
Per le iscrizioni per le Licenze e per qualsiasi altra informazoine contattatemi al più presto:
Giuliano Gualeni
338 2746 091
Ciao a tutti,
Giuliano Gualeni
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Da qualche tempo, ormai da qualche mese in verità, è nato il nuovo sito di BikeTrial International Union. Gli utenti italiani noteranno una chiara affinità con BikeTrial Italia, il nuovo sito infatti ricalca l'impianto e l'esperienza maturata con BTI che è stata "trasportata" a livello internazionale.

Il nuovo sito è disponibile all'indirizzo www.biketrial.site ed è gestito dai componenti del Presidium di BIU ovvero Lukas Burianek, Jean Frabregas, Hiroshi Hirano, Scott Wilson e Giuliano Gualeni. Il progetto biketrialinternational è finalizzato a creare un punto di riferimento per la Community BikeTrial a livello internazionale nonchè essere l'organo ufficiale di informazione della "Federazione Sportiva Internazionale Bike Trial International Union", registrata presso il Ministero degli Interni della Repubblica Ceca in Praga il 06.07.1992.
I comunicati ed i documenti ufficiali di BIU saranno puntualmente pubblicati sul sito che ad oggi si trova ancora in fase di sviluppo.
www.biketrial.site
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Nasce con questo primo articolo, una nuova rubrica dedicata agli albori della “bici da trial”, un riflettore che va ad accendersi su ciò che è stato “il comincio” di questo mondo, che é un’importante pagina che va riletta e conosciuta, semplicemente perché è la prima e da quella ha inizio tutto.
Non volendo incappare nell’errore di fare diventare queste righe, delle noiose descrizioni di pagine e pagine di solo cronismo e storia, ho pensato di far parlare direttamente quei ragazzi, quegli atleti, che allora facevano parte di quel mondo, di quel primordiale momento del trial in bici, attraverso delle interviste dirette.
Da noi in Italia a quei tempi lo chiamavano “BMT”, in Spagna e nella maggior parte delle altre nazioni si parlava di “Trialsin”, ma che cos’era? come si viveva questa nuova disciplina a pedali? qual’era lo spirito che muoveva questi ragazzi ad abbracciare questo sport e non altri più comuni o se vogliamo “normali”? come lo incontravano in un era ancora lontana dall’uso di internet, dei video su YouTube, degli smartphone, dei forum, dei negozi on line e tutte quelle facilità di cui oggi tutti possiamo godere? come vivevano le prime gare? quali erano i loro sogni? come vedevano l’evolversi delle bici? delle tecniche? e molto altro ancora.
Ebbene lo abbiamo chiesto direttamente a loro attraverso dieci domande: cinque uguali per tutti, in modo che ci diano di ritorno una fotografia generale, che ci riporti attraverso le loro parole, pensieri ed emozioni, a delineare un’istantanea di quello che era quel movimento. Altre cinque invece più dirette e personali, per capire anche le differenze tra questi ragazzi, il loro modo di essere atleti, le diverse personalità, le loro motivazioni e magari trarne qualche saggio consiglio, per migliorare ciò che siamo oggi.

Il primo che siamo andati a trovare è un atleta che a cavallo tra gli anni '80 e '90 si è distinto sia a livello italiano che mondiale, con qualche buon risultato, ma che soprattutto è stato un fulcro, una grande risorsa, per molti ragazzi che si sono approcciati successivamente a questo sport. Una persona che vedrete dalle sue risposte, ci aprirà la porta di quel mondo, delineando bene quali erano le difficoltà e il diverso spirito che si presentava. Scopriremo di lui un po’ di particolari salienti della sua carriera, la sua voglia di emergere, attraverso le sue emozioni e i suoi ricordi.
Lui è Luca Cera, ligure classe 1978, atleta di punta Silver Star tra l’1989 e il 1990 e questa è l’intervista che ci ha gentilmente concesso:
_Ciao Luca, ben tornato!
allora iniziamo dal principio : ti va di raccontarci i tuoi primi passi nel mondo del Trialsin, come ti sei avvicinato a questo sport e da dove hai iniziato per imparare?
Ho iniziato ad appassionarmi guardando mio padre, che all'epoca praticava il trial motociclistico, avevo una bmx modificata e cercavo di imitarlo al meglio delle mia capacità. Un giorno, avrò avuto 5 anni, mio padre mi ha visto fermo in “surplace”, poi iniziare a fare gli spostamenti con la ruota davanti e ha pensato di farmi provare, quindi, con il mio carissimo amico Luca Bruno, (anche lui un gran pilota, che purtroppo ci ha lasciati anni fa), passavamo i pomeriggi ad inventarci il trialsin che vedevamo solo nelle foto prese dai giornali di moto da trial, non conoscevamo nessuno che praticava, non c'era internet, niente, nessun termine di paragone. Poi è arrivata la prima bici da trial vera e propria, l'invito a venire dalle nostre parti ai fratelli Monateri (allora già campioni navigati) per allenarci con loro, e da li i primi contatti e poi le gare.
_ Arrivarono poi le gare e la carriera agonistica: quali tipi di campionati hai vissuto, in che anni, con che bici?
Se ripenso alla bici con cui ho debuttato mi viene da ridere perché era una semplicissima Monty T17 (modello da adulto, quella da bambino era chiedere troppo) che mio padre aveva riverniciato di un colore assurdo: grigio topo! Quando l'ho portata al mondiale tutti pensavano si trattasse di un qualche strano prototipo costruito da chissà quale nuovo marchio o telaista . Dopo di quella, che mi ha portato comunque soddisfazioni enormi come la vittoria dell'italiano 1988 e il settimo posto mondiale, è arrivata la Silver Star, bici ufficiale con cui ho partecipato al mondiale 89 e ai campionati italiani 89 e 90, vincendoli entrambi.
_Di queste esperienze, sicuramente conserverai gelosamente un sacco di bei ricordi: qual è stato il momento apice, quello che ti ha dato più soddisfazione e che ancora oggi ti rende orgoglioso?
Tutte le gare, anche quelle non vinte, le batoste, i pianti, così come le soddisfazioni, hanno un posto ben definito dentro di me e grande importanza. Ma il 1988, l'anno del debutto, ha portato le maggiori gratificazioni: il primo campionato italiano vinto, il più difficile. All'ultima gara eravamo in tre a pari punti, la classifica sarebbe stata quella dell'intero campionato, pioveva a dirotto, faceva un freddo cane, ricordo le labbra viola, il battere i denti, ma è stata una vittoria meravigliosa. Nello stesso anno ho partecipato a due gare su 4 del mondiale (per motivi economici) e alla seconda, in Francia, dopo aver concluso il primo giro al terzo posto, ho mancato il podio per un soffio finendo quarto, il mio miglior risultato mondiale di sempre. Questi sono i due ricordi più belli.
_Mi parli un po’ dell’ambiente di quel “trialsin” anni 80? Che aria tirava, quali erano i vostri stimoli, i vostri miti, i vostri obbiettivi o sogni. Come lo vivevi tu questo sport?
C'era una differenza enorme tra il campionato italiano, più “intimo”, a cui partecipavano relativamente in pochi e il mondiale, che aveva sempre un'atmosfera speciale. C'era comunque tanto agonismo, anche se eravamo considerati i “figli di un Dio minore” rispetto alle moto e venivamo sempre associati al trial motociclistico, come se il trialsin non fosse uno sport a sé stante, con una sua propria identità e un riconoscimento; almeno questo era quello che percepivo io. I miei miti erano sicuramente tre campioni dell'epoca: Marco Monateri, un italiano pluricampione del mondo, Kenichi Kuroyama, campione del mondo della mia categoria e Joseph Ribera, che nell'88 riuscì nell'impresa di battere nientedimeno che il mitico Ot Pi e vincere negli elite. Gli obiettivi erano per quasi tutti un futuro passaggio alle moto, spesso imposto o caldamente raccomandato dai padri, come nel mio caso e in quello di molti altri. Io ho sempre vissuto l'ambiente agonistico con molto pathos e molta emozione, per non dire tensione, ma sono contento di averlo fatto.
_Come vedi il biketrial oggi? Cosa trovi di diverso che ti piace e cosa invece non ti piace?
Non mi piace il fatto che esistano delle Federazioni distinte, con regole diverse: lo trovo destabilizzante. Parliamo di uno sport ancora direi poco conosciuto, relativamente poco praticato e sfaldarlo ulteriormente in due “classi” distinte penso sia un errore. Lo sviluppo dello sport in sé, il farlo conoscere a sempre più gente, dovrebbe essere l'obiettivo comune e dovrebbe andare aldilà degli interessi di persone che, pur per ragioni validissime, creano confusione a chi si avvicina a questo sport da profano.
Per il resto, adoro vedere avanzare il progresso tecnologico, la creazione di marchi di bici nuovi e innovativi, la possibilità di scelta tra il 20” e il 26” e oggi anche il 24”e soprattutto adoro le nuove tecniche di guida, soprattutto il monoruota, che ai miei tempi era utilizzato il minimo indispensabile ed ora è diventato praticamente una tecnica base.

_Entrare nel mondo di questo particolare sport ti forgia anima e corpo: c’è qualcosa che ti ha insegnato in maniera particolare a livello personale?
Ringrazio di aver praticato il bike trial perché mi ha insegnato a soffrire, a tenere duro e a non mollare mai; questo mi è stato molto utile nella vita, dove c'è comunque sempre da competere, che lo si voglia o no. Inoltre mi ha insegnato a pensare con la mia testa e a staccarmi dalla massa. I miei compagni di scuola e amici all'epoca praticavano solo il calcio, a volte il basket e nulla più: quando parlavo di trialsin mi guardavano come fossi un marziano e non capivano, o mi prendevano in giro. Ma quando mi vedevano in qualche esibizione raccoglievo molti complimenti. È uno sport per pochi, ma estremamente cool e per un bambino sapere che ci si può sentire bene pur non appartenendo “al branco” (di futuri calciatori o qualunque altro sport più blasonato) credo sia importante, insegna a seguire le proprie passioni senza uniformarsi alla maggior parte delle persone.
_Ma il biketrial nel Luca Cera di oggi c’è ancora? alla luce delle tue esperienze, quale sarebbe il primo insegnamento che daresti a una nuova leva che sogna di percorrere questa strada sportiva?
Nel Luca di oggi c'è ancora tanta passione, le immagini e i video mi emozionano ancora, mi incantano; ho ancora qualche bici, ma gli acciacchi dell'età rendono le cose difficili, mi alleno saltuariamente e per puro divertimento. Ad un ragazzino che decidesse di iniziare direi di avere pazienza, è uno sport molto difficile tecnicamente e all'inizio si è perlopiù soli, a differenza di altri sport dove basta iscriversi e ci sono società e allenatori che ti seguono. Ma direi loro che ne vale la pena. Io ho praticato altri sport, ma quello che so fare quando salgo su una bici è quello che mi dà più soddisfazione; quindi li esorterei a non mollare, perché il bike trial è uno sport completo, che ti forgia, psicologicamente e fisicamente, e ripeto: la strada è lunga ma le soddisfazioni che ne derivano sono enormi.

_Ed eccoci alla domanda scomoda anche per te: hai scelto poi di passare alla moto da trial, purtroppo dobbiamo dire non con i risultati sperati e poi ti sei fermato. Cosa è successo?
Aaaaaahhhhh...tasto dolente, sì i risultati non sono stati quelli auspicati, puntavo in alto, al professionismo, e a 16 anni vedere il sogno di una vita che ti si sgretola nelle mani da un giorno all'altro è difficile da mandare giù. Oggettivamente, per me (e da quanto ho poi visto anche per molti altri) il fattore economico ha giocato un ruolo determinante; non sono certo che se avessi avuto più disponibilità sarei arrivato più in alto, ma avrei avuto qualche possibilità in più. Ho spesso analizzato la questione con mio padre e abbiamo convenuto che il trial motociclistico ha dei costi proibitivi per una famiglia di operai, almeno se uno punta in alto. La bici invece ha costi decisamente minori, è più equa in questo senso. Infine, a quell'età, cominciavano a sorgere i primi grossi conflitti caratteriali con mio padre, che mi ha sempre seguito in tutto e per tutto, i risultati non arrivavano, le spese erano proibitive e abbiamo deciso di non proseguire oltre: ma credo che di storie come la mia ce ne siano parecchie, anche relative a piloti decisamente più bravi.
_Ok Luca, un infinito grazie per aver condiviso un po’ di tempo con noi e vorrei chiudere con questa domanda: se ti chiedessimo di fare ritorno a occuparti in qualche modo di biketrial visto che la passione che ti muove è una risorsa da non sprecare, cosa ci risponderesti?
Tornare ad occuparmi di bike trial? Beh, sarebbe un sogno, davvero e grazie infinite a voi per questo salto nel passato e per la possibilità di raccontarmi.

Con l’intervista a Luca abbiamo dato il via a questo progetto “vintage”, questa serie di interviste a Campioni di un tempo che era senz’altro ben diverso dal nostro di oggi, e dalle risposte di Luca già si inizia a delineare un quadro generale molto lontano dal bike trial odierno, che è meno vicino e meno legato al mondo del trial in moto, di quanto non lo fosse allora per esempio. Ci diamo appuntamento quindi alla prossima “puntata”, dove andremo ad intervistare uno degli atleti Italiani che più ha riscosso successi in campo internazionale in assoluto, un ragazzo sconosciuto sicuramente dalle nuove leve, ma che ha scritto direttamente pagine di storia della bici da trial italiana e mondiale, pagine che vale la pena conoscere direttamente attraverso le sue parole.
- Andrea Marchi -
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Mancano pochi giorni all'inizio della Coppa Europa 2013. Il primo appuntamento sarà in Slovacchia, a Zariece, ricordiamo che la partecipazione alla Coppa Europa è aperta a tutti i possessori di Licenza BIU.

Come to EC 2013!
Nice organisers and sections
Nice countries and people
Nice cups for all categories final 3 winners from the EBU
Nice price money for Elite category
Come and meet your international friends and share a new experience.
EBU Committee 2013
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Il 14 volte Campione Italiano BikeTrial Alberto Limatore ha deciso di "ritirarsi" dalle competizioni dal 2012 ma l'attività continua comunque con molte partecipazioni ad eventi e con altre iniziative. Ecco l'ultimo video di Alberto, girato nella sua città natale, Verona. Un video molto ben realizzato e con un Alberto sempre in gran forma.

Buona visione !
VIDEO
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Ecco la Relazione della gara svoltasi a Rosignano Solvay il 21 Apirle 2013, terza prova del Campionato Italiano BikeTrial 2013 ed il nuovo Video by Samuele. Buona visione !
LEGA CICLISMO NAZIONALE COMMISSIONE BIKE TRIAL
GARA BIKE TRIAL UISP/BIU VALEVOLE COME TERZA PROVA DEL CAMPIONATO ITALIANO 2013
Luogo e data di svolgimento: Rosignano Solvay (LI ) 21 Aprile 2013
Organizzazione: ASD Avis Ciclismo Rosignano
Condizioni meteo: BUONE

VIDEO
La terza prova del Campionato Italiano vede un terreno completamente indoor.
La gara si è svolta all’interno dei 3.000 mq del Campo Scuola Centro Nazionale AMI ( Associazione Maestri Mountain Bike Italia ) “ DNA OFFROAD” del gruppo organizzatore.
Per dimostrare le affinità tra il Bike Trial e la MTB è stata organizzata, prima della gara nazionale di bike trial, una gimkana per bambini su parte degli ostacoli riservati a zone del bike trial. Oltre 40 bambini hanno percorso i dossi del pump truck ed hanno movimentato la mattinata.
Alle ore 11,00 è partita la gara di Bike Trial con una trentina di partecipanti che hanno percorso le 5 zone per 3 giri i più piccoli e per 4 giri i più grandi.
Le penalità riscontrate dimostrano che la gara, pur essendo su un terreno con facili e contenuti trasferimenti, presentava delle difficoltà che hanno fatto la differenza sulle classifiche.
Essendo chi scrive, l’organizzatore di turno, sorvolo sui complimenti per l’ organizzazione in generale.
La speranza è quella di aver offerto una giornata di sport bello ed alternativo ai ragazzi che hanno partecipato ed al pubblico presente. Un ringraziamento particolare al Centro Uisp Rosignano che ha collaborato alla riuscita della manifestazione.
Purtroppo il calendario prevede una sosta forse un po’ troppo lunga ma giustamente gli organizzatori devono tenere di conto di molteplici fattori che talvolta portano a questo.
Prossimo appuntamento il 30 Giugno a Angolo Terme ( BS ).
Massimo Iacoponi
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Ecco il comunicato stampa della 9MM sulla partecipazione del nostro Alessandro Allegretti al Secondo Memorial Simoncelli avvenuto ieri a Coriano. Un bel ricordo di un grande Campione.
"Week end di passione e inno alla vita per celebrare il secondo anniversario di uno dei campioni più amati del mondo delle due ruote, il secondo saluto a Marco Simoncelli, al GRANDE SIC…

Dalle 9 di sabato alcune migliaia di appassionati si sono riuniti a Misano, presso l’autodromo, poi alle 13 tutti in pista in omaggio al Sic sul circuito che porta il suo nome: un minuto di casino sullo schieramento di partenza ha introdotto la parata celebrativa, guidata, in rappresentanza del Motomondiale, da Mattia Pasini.

La giornata di sabato è proseguita a tutto gas facendo tappa nei posti più frequentati e amati dal campione alla volta di Coriano, presso il Podio del Sic, dove sono arrivati i 4 km di bikers. La serata poi è proseguita tra piadina e musica, due cose a cui Marco non rinunciava mai. Per l’occasione direttamente dall’Inghilterra anche la partecipazione di Martin Finningan, leader dei Rainband il gruppo interprete del brano Rise Again lanciato un anno fa in occasione del Dedikato 58 Edition i cui proventi grazie ai download su iTunes sono stati destinati tutti alla Onlus nata in omaggio al Sic. Ieri, invece, domenica 28 le migliaia di fans e supporters hanno invaso Coriano, oltre ai tanti amici e ospiti, primo fra tutti il Dott. Costa, con la presentazione del suo libro "La vittoria di Marco", poi Beltramo, Pasini, Sanchini, e tanti altri
La giornata, è stata trasmessa in diretta su Radio StudioPiù, ed è proseguita tra spettacolo e divertimento fino al tardo pomeriggio. Noi abbiamo portato il nostro appoggio, le nostre hostess hanno animato e dissetato tutti i bikers con il nostro energy drink, il nostro campione Nicolò Bulega ha firmato autogafi e fatto foto l’altro nostro campione, Alessandro Allegretti ha intrattenuto i presenti con le sue acrobazie a bordo della sua bici e poi Alle tattoo ha mostrato il suo trofeo … la maglia regalatagli dall’amico SIC…

Un week end pieno di emozioni per tutti noi della 9MM…ma anche di grande soddisfazioni, visto che il ricavato della vendita contribuirà alla realizzazione del primo progetto italiano della Fondazione Marco Simoncelli…Cosa dire…un grazie di cuore a tutti voi ragazzi che avete contribuito e condiviso con noi questo grande evento… CIAO MARCO…
Photo Gallery
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Sono disponibili le Classifiche ed il servizio fotografico della Terza prova del Campionato Italiano BikeTrial 2013 svoltasi ieri 21 Apirle a Rosignano Solvay con l'organizzazione della AVIS Rosignano ASD. In attesa dell'articolo completo di Massimo diciamo che la giornata è ben riuscita sotto ogni aspetto. La mattina una prova di gimcana con oltre 50 giovanissimi che hanno mostrato grande interesse per il BikeTrial, una strada, quella del connubio con altre attività ciclistiche che potrà dare molto. A seguire la Gara sulle zone allestite presso il Campo MTB BikeTrial in Località in via E. Fermi.
Grazie a Claudio Tombini per il servizio fotografico.
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